Due le mozioni presentate dal Gruppo consigliare MoVimento 5Stelle e approvate al Consiglio Comunale del 9 aprile.

La prima chiedeva di esporre sul palco nella celebrazione del 25 aprile solo la bandiera italiana, inoltre donare ai diciottenni e alle coppie che celebrano in Comune una copia della Costituzione e una bandiera italiana, almeno per un anno. Questo secondo punto è stato spostato al 2 giugno con un emendamento.

La seconda impegnava l’Amministrazione a incentivare l’utilizzo delle stoviglie lavabili e promuovere una raccolta differenziata in ogni manifestazione pubblica, sensibilizzando azioni e comportamenti ambientali corretti.

L’Amministrazione ha posto in discussione anche due delibere che potranno avere notevoli effetti sul bilancio comunale nei prossimi anni.

La prima ha in oggetto la modifica dello statuto e l’adesione al patto di sindacato di Hera. Modifica statutaria che consente, attraverso il voto maggiorato ai soci pubblici di poter vendere delle quote mantenendo la maggioranza dei voti.

La vera decisione politica però è se rinnovare l’adesione al patto o meno.

Noi abbiamo chiesto di uscire, dato che il comune di Savignano avendo una esigua quota azionaria non conta nulla nelle sedi decisionali di Hera. Tanto vale uscire dal patto, questo ci consentirebbe di poter vendere anche tutte le quote che così verrebbero sbloccate. Abbiamo anche chiesto che quei proventi vengano investiti in un progetto di gestione rifiuti coinvolgendo l’Unione dei Comuni, per allargare il bacino di utenza. Uscire dal patto per noi sarebbe il primo passo di un percorso di gestione rifiuti sano, sostenibile e “risparmioso” per le generazioni future.

La seconda delibera invece riguarda il piano di razionalizzazione delle partecipate, in attuazione al famoso piano Cottarelli e in virtù della legge 190/2014 che impone alle amministrazioni pubbliche di liquidare le quote delle partecipate secondo determinati criteri. In applicazione della norma l’Amministrazione ha proposto il piano di riordino che ricordiamo andava presentato entro il 31 marzo. Per questo motivo lo ha deliberato e approvato in giunta il 30 per poi proporlo il 9 aprile al consiglio, a termine scaduto. Il M5S ha fatto notare questa anomalia, fra l’altro non è stata ancora pubblicata la suddetta delibera n.30 del 30 marzo. Il consiglio secondo noi è stato esautorato nel suo ruolo di indirizzo. Di fronte a questa osservazione il Sindaco è rimasto basito e deluso dal nostro atteggiamento. Vorrà forse significare che abbiamo colto nel segno?

Affinché non resti deluso per tutto il tempo che ricoprirà la sua carica lo invitiamo ad ascoltare meglio i nostri interventi, visto che abbiamo manifestato perplessità su alcune operazioni come «Start Romagna» e «Caar centro agroalimentare». Inoltre sulla faccenda Seven ci spieghi (perché ancora oggi non riusciamo proprio a capire) come mai ci vogliano 3 anni per concludere la procedura di liquidazione visto che sono quote del comune che cederebbe a se stesso.

Infine, anche se comprendiamo che le critiche possano infastidire, esortiamo il Sindaco ad avere più rispetto delle minoranze: portando un piano già approvato di fatto chiude con ostinazione le porte del dialogo. Invece di soffermarsi su aspettative che non hanno riscontro nella realtà, dedichi il suo tempo e le sue energie per risolvere i problemi di Savignano. #filippostaisereno

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