Il Bilancio partecipativo viene concepito a settembre del 2014, su proposta del m5s, mentre in commissione si discuteva del primo bilancio della Giunta Giovannini. L’ Assessore Castagnoli in Consiglio Comunale annunciò che ogni anno una somma del bilancio comunale sarebbe stata destinata ad un quartiere. “Le abbiamo fatto subito notare -interviene il consigliere M5S Campedelli- che i quartieri sono otto e dato che lei è in carica per cinque anni, ahimè, ne avrebbe dovuti escludere tre…primo sintomo di quanto il PD abbia poca dimestichezza con la partecipazione dei cittadini.”
Trascorsi i primi mesi a rischio… al 5° (febbraio) l’Amministrazione presentò ufficialmente ai Quartieri il bilancio partecipativo, ma cosa volessero fare in realtà non lo sapevano ancora.
“Le tanto sbandierate riunioni alle quali abbiamo partecipato -dichiara il capogruppo M5S Frisoni- erano un doppione del compito svolto dalle Consulte, vennero dedicati solo pochi minuti all’argomento della serata, senza nessun dato certo, senza risposte.”

Poi alla fine del 7° mese, il 23 Aprile, vengono convocati i presidenti delle Consulte: «In sostanza, il Bilancio Partecipativo permette di trasformare le richieste delle Consulte in interventi concreti». I quartieri presenteranno una proposta che dopo l’approvazione dell’ufficio tecnico verrà votata dai cittadini che hanno compiuto i 16 anni, nell’urna in Comune o via mail allegando un documento. Vincerà la più votata, se non verrà esaurito tutto il budget di 30.000€ con la parte residua verrà finanziato il primo progetto capiente (se ce ne sarà qualcuno).” Così scrivono Giovannini-Bertozzi-Castagnoli.
“Ma come può un quartiere di 537 abitanti concorrere con uno di 4725?” – continua Frisoni.

I nostri giovani amministratori ritengono verosimile che, per esempio, un residente nel Quartiere Cesare voti il progetto di Bastia, e che a Capanni invece che nel proprio quartiere si scelga un intervento a Rio Salto. Paradossale no? Sarebbe stato almeno auspicabile avere un banchetto per quartiere dove accogliere i cittadini votanti.”
“Si è arrivati al ridicolo – dichiara Campedelli – le Consulte dal 28 aprile alla scadenza del 31 maggio avevano l’incombenza di convocare l’Assemblea di Quartiere, raccoglierne i contributi, elaborarli, interagire con l’Ufficio tecnico fino alla realizzazione finale del progetto, vi pare una situazione fattibile per dei normali cittadini che lavorano? Fortunatamente i savignanesi in situazione d`emergenza hanno dato il meglio di sè.”
A dieci giorni dalla scadenza però arriva la proroga al 15 giugno (Giovannini dichiarerà sul giornale che le Consulte hanno avuto 60 giorni di tempo, ingannandosi al pallottoliere). Le Consulte lavorano duro e finalmente presentano i loro progetti che vengono pubblicati sul sito del Comune lunedì 22 giugno.
Misteriosamente però non appare quello di Bastia, che prevedeva l`utilizzo di un pulmino per portare gli anziani in centro e al mercato, ed un altro invece viene accolto dopo la scadenza fissata.
Ma le sorprese non finiscono qui.
Alla pubblicazione dei risultati si scopre che i voti potevano essere “consegnati a mano”. “Chi abbia deciso questa modalità rimane un mistero -continuano i pentastellati-, nessuno lo ha capito. Eppure le modalità di votazione erano due: al seggio in Piazza Borghesi o via mail”. Addirittura poi ad un Quartiere sono pervenuti solo due voti. Neppure i consiglieri della Consulta hanno votato il proprio progetto, sarà forse che i cittadini non sono andati a votare per protesta?

“Rinnoviamo i complimenti al quartiere di Fiumicino per la vittoria di quello che chiamerei un disastro quasi partecipato della giunta Giovannini -continua Campedelli-. Ha vinto il progetto nobile di dotare una scuola materna di una scala antincendio. Non possiamo non notare però che con questa vittoria la giunta spenderà soldi che andavano usati comunque, perché non si lascia una scuola pubblica senza una scala antincendio. Così, nel finto progetto di partecipazione il Sindaco inganna i cittadini, che si credono partecipi della vita politica, ma che di fatto, sono come sempre usati e presi in giro dal politico di turno”.
“Il bilancio partecipato – prosegue Frisoni- è uno strumento di partecipazione vera, dove i cittadini possono contare davvero nelle decisioni del proprio quartiere, quella che è stata fatta è un`operazione propagandistica che nulla ha a che vedere con l’idea originale da noi proposta. Ah, dimenticavo, dal parto con «Exploit» è nato Scegli tu, ma la gente lo chiama Il vero caos partecipativo.”

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